Moringa e io

Vincenzo Cannizzaro ⋅ I tesori della terra, Storie di vite veg ⋅ 6 agosto 2017 ⋅

“Ah….sei vegetariano?!…” Nell’A.D. 2017 la predetta domanda continua ad essere connotata sovente da una certa sorpresa o perplessità, non di rado disapprovazione o diffidenza, talora sarcasmo o perfino biasimo, per una supposta scelta di mera tendenza, moda. Fortunatamente si fa anche strada il fondato dubbio che l’asserzione di un certo signore di nome Ludwig Feuerbach, “noi siamo ciò che mangiamo”, non fosse una boutade….tutt’altro. .

Il tema è quello della alimentazione. Alimentare, dal latino alere vuol dire tener vivo, fornire le sostanze che possano assicurare la vita. Il dibattito verte su quali siano le sostanze in questione, quale sia il cibo più adatto ad un sano sviluppo dell’essere umano. Ed è un dibattito annoso e più che mai aperto, che concerne ogni ambito dell’umano vivere, non soltanto la medicina ma anche l’etica, la filosofia e la religione.

Il mio interesse per la Moringa oleifera nacque circa sette anni fa quando, nel corso di un incontro nell’ambito del Gruppo Permacultura Sicilia, furono menzionate alcune piante considerate particolarmente utili nella progettazione in permacultura, poiché ad esse possono essere attribuite diverse importanti funzioni. Forse il nome mi suonava esotico o trovavo la piccola rotondeggiante foglia particolarmente graziosa, chissà….In realtà la pianta, non particolarmente scenografica, in alcuni paesi aveva (ed ha) una grande importanza, risultando addirittura vitale per le popolazioni di alcune aree depresse del mondo.

Pur senza approfondire in questa sede gli aspetti nutrizionali e salutistici (per questo si rimanda all’imponente documentazione scientifica reperibile negli archivi bibliografici delle più autorevoli Istituzioni medico-scientifiche internazionali ed Enti di ricerca), vale la pena di ricordare che questa pianta edule presenta un pattern di aminoacidi completo, con la presenza di tutti gli aminoacidi essenziali. Questa circostanza non comune per un vegetale le consente di ambire ad un posto di rilievo nella dieta, sia essa onnivora o latto-ovo- vegetariana, ma soprattutto in quella vegana. E’ stato riscontrato che la Moringa oleifera contiene oltre 40 antiossidanti i quali valgono alla polvere delle sue foglie essiccate un elevatissimo punteggio al test ORAC che, sebbene non sia esente da alcuni limiti, costituisce comunque un utile strumento di misurazione della capacità di una sostanza di contrastare la reattività dei radicali liberi.

In virtù della ricca dotazione di nutrienti e micronutrienti che la Moringa oleifera porta nelle sue foglie, nei baccelli, nei semi, le è stata attribuita la capacità di migliorare l’efficienza del sistema immunitario. Perdipiù ha mostrato buone capacità antibatteriche, antifungine, antivirali ed antibiotiche. .

Dai tempi della mia prima piantina, Mory 1 : ) sono trascorsi circa sette anni nei quali ho letto tanto, ho zappato di più e, lo ammetto, mi sono spesso trovato a parlare con le mie amiche dalle foglioline a forma di orecchietta e di un verde particolarmente brillante. Ho sempre avvertito viva empatia con questa pianta, anche quando (nei primi anni) non riuscivo ad interpretarne le “espressioni” ed il mio progetto sembrava non stare né in cielo né…. in terra!

Gli amici mi osservavano con una certa curiosità ma il loro sguardo il più delle volte lasciava trasparire perplessità, scetticismo….Perchè – probabilmente si chiedevano – affannarsi nel curioso tentativo di produrre un cibo che non conosce nessuno, che il mercato forse non chiederà mai ?!

Avevo un Amico, un signore di una certa età…. La salute di Nino non era più quella di un tempo….Ma quando mi proponeva improbabili sbarchi di prodotti tipici siciliani nel porto di Plymouth, in me non suscitava alcuna ironia….lo ascoltavo con serietà, attenzione….rispetto. Queste stesse cose ho letto sul viso di suo figlio, Umberto, che condivide con noi il progetto MoringaSicilia.

Non a caso ho scritto “noi”. Con me, infatti, c’è sempre stata la mia famiglia, humus vitale per me e per il progetto. Mia moglie Chiara, tenera compagna e Presidente dell’Ass. “Il Giardino di BeaTan”, che ha fornito un confortevole ed accogliente laboratorio verde, luogo di energia e creatività; i miei bambini, Beatrice e Tancredi, instancabili supporters svolazzanti tra i bancali biondi di paglia profumata.

E così, ancora un po’ increduli, abbiamo assistito alla fioritura, allo sbocciare della nostra idea. Insieme, nel Giardino di BeaTan, non abbiamo soltanto zappato o innaffiato, ma abbiamo fatto girotondi e antichi canti indiani. Abbiamo dato alla terra stallatico maturo, ma il nutrimento è stato anche “altro”, in una appagante risonanza con la natura.
Ed ogni giorno arriva, gioioso, il momento della raccolta e poi la trasformazione di questo cibo prodigioso, con una entusiasmante alchimia: ricette tradizionali chiamate a nuova vita dall’esotica forestiera innamorata del sole siciliano.
Moringa si è dimostrata di carattere forte, talora piccante, soprattutto nelle sue foglie apicali, ma anche adattabile, dal gusto gentile, moderatamente aromatico.
Quasi un esempio per l’evoluta specie umana, sa donarsi pienamente : ogni sua parte costituisce preziosa risorsa per l’uomo o le altre specie, siano esse animali o vegetali ! Da un punto di vista gastronomico, sa incontrare altri sapori senza prevaricarli, sa entrare in risonanza con gli ingredienti più diversi, contribuire generosa al successo di importanti piatti originari delle più diverse culture nel mondo.
Per tornare al piccolo, con nostro sottile compiacimento, da un po’ di tempo i nostri figli destano la curiosità dei compagni e dei maestri, con quelle loro focaccine che i nostri amici Francesco e Licia preparano con farine pregiate da tempi in cui non erano ancora “tornati di moda”. Un cucchiaino di olio evo, mezzo di olio di lino, granella di semi oleaginosi, origano, gocce di limone ed il verde intenso della Moringa oleifera.
Sì….sono di parte. Ma “lei” fa di tutto per farsi voler bene!…. Una immagine mi torna sovente: esili bambini dallo sguardo attonito tra le braccia dei volontari….In alcuni paesi del terzo mondo, in cui l’acqua drasticamente scarseggia e gli allevamenti risultano inconcepibili, la Moringa oleifera, capace di resistere a condizioni di siccità anche severe, costituisce un’insostituibile risorsa di sostentamento alimentare o, addirittura, un efficace strumento di lotta alla denutrizione.
Come se non bastasse, essendo il residuo di molitura dei suoi semi dotato di notevole capacità flocculante, viene utilizzata per purificare la poca, preziosa, acqua ivi disponibile. Sì…a me sta proprio simpatica. Perché….a voi no?!…. 😉

Vincenzo Cannizzaro, Master in Alimentazione e Dietetica Vegetariana, Università Politecnica delle Marche. Co-fondatore dell’Ass. “Il Giardino di BeaTan”, si ispira ai principi della Permacultura e dell’Agricoltura Organica Rigenerativa. Con “Orto Sapiens” si occupa di progettazione e gestione di orti e giardini.

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