L’avocado, il “burro dei poveri”

Lucia Russo ⋅ I tesori della terra ⋅ 4 marzo 2011 ⋅

Così dai conquistadores veniva chiamato l’avocado in Sudamerica, dove costituiva uno degli alimenti base della loro alimentazione. Questo singolare frutto, insolitamente povero di zuccheri e ricco di grassi, veniva importato in Europa già nel XVII secolo e aveva fama di cibo afrodisiaco, tuttavia è sempre rimasto un prodotto di nicchia.

Si raccoglie da novembre ad aprile circa. Al momento dell’acquisto è importante sapersi “orientare” tra le varietà più comuni presenti in commercio, che sono principalmente tre:

  • La varietà “Ettinger” è la più comune. Si presenta come una grossa pera di forma allungata. Ha la buccia sottile di colore verde brillante. Di solito è importata da Israele, ed è la meno saporita.
  • La “Fuerte” si differenzia dalla varietà Ettinger perchè il frutto è più piccolo e la pelle è opaca. Spesso è di provenienza locale.
  • La varietà “Hass” è caratterizzata dalla buccia rugosa e molto spessa, tanto che può essere usata come ciotolina per la polpa variamente condita. Quasi sempre di provenienza locale, è di gran lunga la varietà più saporita.

Personalmente consiglio sempre di “palpare” il frutto: se è duro al tatto, potrebbero passare molti giorni prima che lo si possa consumare. Per accelerarne la maturazione lo si può porre accanto a delle mele o chiuderlo in un sacchetto di carta. Quando risulterà lievemente cedevole al tatto, vorrà dire che è pronto per essere consumato!

Aprirlo è facilissimo: si taglia per lungo, si “svita” e si estrae il grosso seme. Poi si scava la polpa con un cucchiaio; sciacchiandola con una forchetta si ottiene una crema densa che può essere condita nei più svariati modi. Mi raccomando però di non usare assolutamente il frullatore: ne risentirebbe il sapore!

Abbiamo già pubblicato la ricetta del guacamole mediterraneo, ma non c’è limite alla fantasia. Per esempio, un’idea è quella di aggiungere olive verdi finemente sminuzzate e amalgamare il tutto con un po’ d’olio d’oliva: il sapore deciso delle olive verrà amabilmente mitigato dal delicatissimo gusto dell’avovado. Oppure si può fare un’originale bruschetta: si abbrustoliscono fette di pane (meglio se integrale), si strofinano con aglio e si spalmano di crema di avocado ed olio d’oliva. Se il frutto è ancora ben compatto può arricchire tutte le insalate in forma di fettine o a cubetti. In Portogallo e in Brasile, d’altra parte, è considerato un vero e proprio frutto da dessert, e lo si degusta dolcificato con zucchero in polvere ed eventualmente ricotta e miele.

Come già detto, l’avocado è povero di zuccheri semplici e ricco di lipidi, da cui l’alto indice calorico: 100 grammi di avocado contengono da 160 a 200 calorie. Per questo trova posto nelle diete a basso indice di carboidrati ed è da consigliare a chi soffre di diabete ma non desidera rinunciare al sapore della frutta. Contiene, tra le altre cose, acidi grassi essenziali tra cui omega 9, potassio e vitamine del gruppo B. Non tutti sanno, inoltre, che è anche un ottimo astringente e, per il suo contenuto di mucillagini, è particolarmente adatto a chi soffre di colite e gastrite.

Infine l’avocado lo si ritrova anche nella cosmesi fai da te: come ben sanno le donne del Sudamerica, dalla la polpa di questo frutto si ricava una maschera nutriente, ottima per le pelli secche. Che dire: adesso sapete cosa fare se il frutto è diventato troppo maturo! 🙂

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