“Ruggero coniglio coraggioso” insegna ai bambini l’amore per gli animali

Fabio Vento ⋅ Cultura antispecista ⋅ 17 marzo 2011 ⋅ Versione per Stampa

«Qual è il tuo nome?» domandò per prima cosa.

«Nome?» – fece il coniglietto dalla coda nera – «Io non ho un nome, almeno non più. Ricordo che quando ero piccino piccino, la mia mamma me ne aveva dato uno, ma poi… Qui siamo tutti uguali e nessuno ha più un nome.»

«Ma è una cosa terribile!» Esclamò Ruggero esterrefatto. «E dimmi di quell’uomo che poco fa era qui» – proseguì – «Perché vi tiene rinchiusi?»

«Il motivo non lo so. Ogni tanto lui viene qui, prende qualcuno e lo porta via. Ma nessuno è mai tornato…» il coniglio dentro la gabbia sospirò e gli occhi erano persi nel vuoto.

Ruggero si sentì molto triste: qualcosa di strano succedeva in quel luogo. Avvertì il desiderio profondo di scoprire quale fosse la situazione reale: «Adesso, per prima cosa, farò un rapido giro. Voglio capire se c’è un passaggio per poter fuggire da qui. Dopo, dobbiamo escogitare un piano per aprire queste casette di freddo acciaio» disse Ruggero al suo interlocutore.

«Si, grazie. Com’è il mondo là fuori?» domandò il coniglio dalla coda nera. Ruggero capì che quegli occhi scuri erano resi ancora più cupi dal fatto che non avessero mai visto il sole. Ma perché un animale uguale a lui era costretto a vivere, sin dalla nascita, chiuso in una cella?

«Ti prometto che vedrai il mondo con i tuoi occhi e che il Sole, la Luna, il vento e la pioggia diventeranno anche la tua gioia» ribattè Ruggero con impeto.

Mi sono chiesto spesso quale sia la strategia più idonea per diffondere le ragioni della nuova cittadinanza che sognamo. Quella che al rispetto dell’uomo affianca, più in generale, la tutela di ogni forma di vita senziente.

Beh, senza dubbio occorre saper parlare alla mente, alla ragione di ciascuno. Infrangendo lo scoglio di preconcetti atavici e ampiamente confutati dalla scienza e dalla stessa evidenza. Alzi la mano chi, nel tentativo di condividere le motivazioni della propria scelta vegetariana, non ha avuto in risposta frasi come “Ma tanto gli animali si uccidono fra loro”, “L’uomo non può fare a meno della carne”, “Gli animali non sentono e non soffrono come noi”.

Più di tutto, però, bisogna saper parlare al cuore. Nessuna legge, naturale o culturale, ha vera forza e sostanza se non c’è una idea, un valore, un sentimento che la informa. Se con gli animali – tutti, non soltanto quelli che abbiamo eletto a compagni domestici – riusciamo a stabilire una forma di empatia, ogni cosa si fa più semplice. Il nostro naturale ripudio della violenza si estende in modo naturale a tutti gli esseri senzienti, e da lì possono avviarsi, se non nuove risposte, quantomeno inedite domande.

Ecco: laddove manca il contatto diretto con gli animali, possono solo l’arte, il gioco, il racconto, veri e propri strumenti privilegiati del dialogo con i bambini. E mi fa piacere che nel panorama decisamente spoglio dei racconti per l’infanzia a sfondo animalista, si muova proprio una palermitana: Chiara Taormina.

Chiara è una scrittrice esordiente, ma di vero talento. In più è un’amica, e sono lieto di ritrovare nei suoi lavori tanti degli spunti ricavati dai nostri momenti di dialogo, resi possibili dalla sua grande apertura d’idee. “Ruggero coniglio coraggioso” non è il suo primo libro, ma è il primo che affronta direttamente il tema del rispetto della vita animale e della scelta vegetariana.

Di animali intelligenti o antropomorfi è piena la letteratura per l’infanzia, ma agli occhi dei bambini questo è solo un altro modo – se vogliamo più divertente e fantasioso – per parlare dell’uomo. Nei racconti di Chiara, invece, i protagonisti sono davvero degli animali. Dotati di parola, sì, di un pensiero complesso come il nostro, ma pur sempre immersi nelle proprie abitudini naturali e nel proprio habitat. E soprattutto in un mondo costantemente vilipeso dall’uomo e dalla sua ingordigia e arroganza.

Per cambiare le cose – ci sussurra l’autrice, appena fra le righe – servono coraggio e intraprendente curiosità. Come quelli che muovono Ruggero quando decide di uscire dalla selva dei conigli per «scoprire  cosa c’è fuori». O il piccolo Luis quando affronta il padre allevatore, mettendolo di fronte alla morte e al dolore che ha provocato. Il figlio si confronta con il padre, e dal dialogo nasce una nuova idea: è una stupenda immagine. E l’augurio migliore che posso rivolgere a Chiara è che questa si materializzi in ogni piccolo futuro lettore del suo scritto.

“Ruggero coniglio coraggioso”, 72 pagine per Edizioni REI, è disponibile a Palermo nelle librerie Ausonia, Modusvivendi e Scuti e si può anche ordinare online.


3 commenti a ““Ruggero coniglio coraggioso” insegna ai bambini l’amore per gli animali”

  1. AUGURISSIMI Chiara, per un futuro radioso , come ” radioso” è il cuore di tutti coloro che con immensa gioia lavorano ” con e per ” i bambini , con la speranza che tu possa sempre ” mantenere e valorizzare appieno” la parte bambina che è in te.

  2. Gentile Anna Maria,
    per ringraziarla dei graditi auguri, le dedico una poesia che mi sta molto a cuore:

    Ritornar bambini di Kahlil Gibran

    Le cose che il bambino ama
    rimangono nel regno del cuore
    fino alla vecchiaia.
    La cosa più bella della vita
    è che la nostra anima
    rimanga ad aleggiare
    nei luoghi dove una volta
    giocavamo.

    Un abbraccio

    Chiara

  3. Carissima Chiara, leggo solo ora la bellissima poesia di Gibran che mi hai dedicato. Non ci crederai , ma, anch’ io amo moltissimo questa dolcissima e delicata poesia. Grazie di cuore, per questo gentile pensiero. Un caro saluto. A presto.

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