Il rosmarino, “rugiada marina”

Lucia Russo ⋅ I tesori della terra ⋅ 16 maggio 2011 ⋅ Versione per Stampa

Rosmarinus officinalis: questo il suo nome scientifico, che viene dal latino ros marinus, cioè rugiada marina. Infatti già il suo profumo evoca evoca assolati paesaggi mediterranei. Il rosmarino è una pianta sempreverde, che in primavera si copre di tenerissimi fiorellini color lilla, ed è indicato per comporre fitte siepi che formano delle vere e proprie barriere naturali.

La simbologia della pianta è sempre stata legata alla buona salute. Nell’antichità si credeva che, se coltivata sul davanzale, allontanasse le malattie. L’uso funerario del rosmarino ha trovato grande diffusione in Europa, ed in molti paesi c’era l’usanza di accompagnare il defunto al cimitero tenendone in mano un ramoscello. Da sempre è considerata pianta di buon auspicio, sincerità e fedeltà.

E’ noto da millenni come pianta officinale perché ha tantissime proprietà: ancora oggi molti  preparano la tisana di rosmarino per depurare il fegato (agisce sul fegato favorendo la produzione e l’eliminazione della bile); è anticolitico, antisettico respiratorio, ed è inoltre indicato nei disturbi legati al ciclo mestruale. E’ anche uno stimolante del sistema nervoso ed agisce sul sistema cardiocircolatorio, e per questi motivi era consigliato fin dall’antichità per rinvigorire l’energia sessuale. Per le stesse ragioni, però, ne è sconsigliato l’uso terapeutico a chi soffre di epilessia ed ipertensione arteriosa; chi invece soffre di ipotensione e astenia potrà trarne dei benefici. In uso esterno aiuta a curare molti malanni come eczemi, leucorrea e perfino i pidocchi.

In cucina il rosmarino è utilizzato nel condimento della carne, ma ricorre  anche in tante ricette di cucina vegetariana. La più comune è forse quella delle patate al forno alla toscana, che al posto della cipolla usa l’aglio per far sì che la patata resti croccante. Se poi aggiungiamo del seitan a pezzi, ecco che avremo un ottimo secondo che non deluderà gli amici onnivori! 🙂

Un’altra ricetta facile e veloce si ottiene facendo soffriggere dell’aglio e versando poi sul soffritto il pomodoro pelato o passato: invece del basilico o del prezzemolo aggiungerete un rametto di rosmarino fresco ed otterrete una salsa diversa per condire la pasta. Poi ci sono, naturalmente, i celeberrimi ceci al rosmarino, specialità toscana di cui ho proposto una variante. Infine potete usarlo per condire le olive, sia verdi che nere. In particolare le olive nere calabresi, quelle senza sale, acquistano un aroma speciale se  lasciate a macerare per alcune ore con olio, rosmarino e buccette d’arancia. L’indomani poi saranno ancora più buone!

La pianta del rosmarino la troviamo spesso abbarbicata tra le rocce più impervie in condizioni estreme, e questo ci fa capire che richiede pochissima cura. Perciò, se ancora non ne avete un esemplare, non esitate a procurarvelo, ormai se ne trovano anche al supermercato! Anche se avete il cosiddetto “pollice nero”, non mancheranno le soddisfazioni. Dovete solo aver cura, quando lo rinvasate, di mettere dei pezzi di coccio nel fondo per favorire il drenaggio e non lasciare mai acqua nel sottovaso, poiché ciò provoca sofferenza al fusto. Se proprio non volete acquistare una pianta, sappiate che anche il semplice rosmarino raccolto può essere conservato in acqua dentro al frigorifero per oltre tre settimane, cambiando l’acqua di tanto in tanto.


2 commenti a “Il rosmarino, “rugiada marina””

  1. Ciao, ho trovato molto interessante questa cosa della depurazione del fegato con una tisana di rosmarino, non la conoscevo proprio. Potrei sapere come prepararla? è sufficiente metterne un po’ a bollire con l’acqua e poi togliere il rametto e bere? Grazie 🙂

  2. Bisogna utilizzare il rosmarino secco perchè rende di più. Si prepara un decotto facendo bollire per qualche minuto un cucchiaio colmo di “aghi” per ogni tazza.
    Il massimo dell’efficacia si ottiene consumandolo a digiuno e senza zucchero, ma se proprio non ti piace aggiungi un cucchiaino di zucchero di canna.

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