Imparando a godere dei frutti della terra

Andrea CaramannaStorie di vite veg ⋅ 22 luglio 2011 ⋅ Versione per Stampa

Sono più di dieci anni che sono vegetariano, e da un anno tendenzialmente vegano, fruttariano, crudista. Dico tendenzialmente perché la cottura riguarda il pane, la pasta che continuo a mangiare, e poi le verdure, che bisogna cuocere con il massimo rispetto per salvarne gli importanti elementi nutritivi. Poi nella vita di relazione  se una volta all’anno accetti un gelato alla frutta credo non abbia molta importanza.

Importante è il cammino che chi vuole nutrirsi con rispetto del corpo umano e dell’ambiente deve compiere. A gradi, con tutta calma. Senza integralismi verso se stessi e gli altri. Perché perdere le abitudini di cattive alimentazioni di anni e anni è molto difficile per tutti. Sono igienista e secondo i principi dell’alimentazione igienista anche il caffè ed il tè sono da eliminare. Naturalmente il vino. Ma se una volta ogni tanto bevete mezzo bicchiere di vino o una tazza di tè va bene lo stesso. Certo mai e poi mai una bistecca! che significa il sangue di un povero animale innocente. Il principio al quale ho cercato di ispirarmi è quello della gradualità, della calma, del dialogo con il proprio corpo, per cercare di sentirlo il più possibile. Per questo è anche essenziale praticare discipline come lo yoga. Imparare una sana respirazione e imparare a sentire il canto degli uccelli a godere del verde, del sole e del mare che Dio ci ha dati (anche se io non sono credente nel senso tradizionale del termine, però la Bellezza e la Perfezione dell’Universo sono davanti ai nostri occhi). La vita è bellissima e mangiare i frutti della nostra Terra è la vera beatitudine.

Non mangiare gli animali è non soltanto una scelta etica, ma anche di salute. Il latte che abbiamo sempre creduto fonte della vita, lo è davvero ma ogni latte per la propria specie. Per noi umani, quando siamo neonati, è il latte del seno della nostra madre. Per gli altri animali è lo stesso. Bere il latte di altre specie non ha senso e fa male alla salute. Nel periodo di massimo accrescimento noi beviamo il latte umano che ha una percentuale di proteine dell’1%. Quello di mucca ne ha tre volte tanto e serve solo al vitellino per il suo particolare scheletro che ha bisogno di crescere molto più di quello umano. Tutte le sostanze in eccesso che mangiamo sono fonte di stress per il nostro organismo perché deve consumare tanta energia per eliminare le scorie ed in più rischiamo di intossicare tutti gli organi del corpo. Dopo tanti anni ho capito anche il mio rifiuto verso il latte. Altro che intolleranze!

Se molti oggi cercano di alimentarsi seguendo questi nuovi principi, credo non ci sia niente di male. Dobbiamo però lottare contro un sistema (non voglio inoltrarmi nel discorso degli interessi in gioco) che vorrebbe convincere gran parte della popolazione a continuare a consumare carne, quando tutti gli studi sulla salute dicono che sarebbe meglio eliminarla. Quindi prima ancora che per motivi etici, pensiamo alla salute e vinciamo questa battaglia insieme.

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