“Il Broccolo”, una meravigliosa figura geometrica

Alessandro Di Liberto ⋅ I tesori della terra ⋅ 14 novembre 2013 ⋅ Versione per Stampa

BROCCOLO

Quello che in Italia è elegantemente chiamato cavolfiore in Sicilia è conosciuto da tutti come “broccolo”, è una pianta erbacea che appartiene alla famiglia delle crucifere. Originario dell’Italia meridionale, ricorda un piccolo albero in miniatura. Il “broccolo” o cavolfiore (in italiano corretto) è caratterizzato da un’infiorescenza commestibile di vario colore, solitamente si acquista verde o bianco, ma esistono anche colorazioni violacee. Sono commestibili anche le foglie verdi tenerissime e spesso buttate via, possono essere utilizzate per arricchire delle gustosissime zuppe o minestre o mangiate anche solo bollite. Ortaggio conosciuto fin dall’antichità, è originario dell’area compresa fra Grecia, Turchia, Siria e Isola di Cipro, successivamente si è poi diffuso in Italia, dove, già al tempo dell’Impero Romano era molto consumato ed apprezzato!

Quest’ortaggio viene principalmente coltivato nel sud d’Italia, la sua raccolta inizia nel mese di ottobre e si conclude alla fine di febbraio ed inizi di marzo. Ne esistono molti tipi, ma le varietà più comuni sono: il broccolo Bianco, il precoce di Verona, il broccolo Calabrese, il violetto Siciliano, il grosso Romanesco ed il bronzino di Alberga. Le varietà più reperibili qui a Palermo sono il cavolfiore Bianco e quello Verde, quest’ultimo, molto più saporito e deciso, anche se è spesso evitato a causa dei cattivi odori rilasciati durante la cottura che poi persistono!! Ma c’è un trucco casalingo… Aggiungendo un cucchiaio di aceto nell’acqua di cottura il cattivo odore è decisamente ridotto. Al momento dell’acquisto il broccolo dev’essere ben compatto e dal colore acceso, non compratelo se le cime sono fiorite in quanto non sono freschi. Un mio piccolo ulteriore consiglio è, visto che la superficie del broccolo è più o meno una “spugna”, e premesso che “BIO è meglio”, acquistatelo dov’è esposto al chiuso (o almeno lontano dalla strada), perché, esposto fuori, assorbe i metalli pesanti rilasciati dai tubi di scappamento delle macchine e dall’inquinamento urbano in generale, quindi massima allerta.

Attenzione: il broccolo si deteriora molto facilmente, si consiglia quindi di consumarlo il prima possibile, ma potete comunque conservarlo in frigorifero per qualche giorno, semmai non lo consumaste in tempo, potete sempre riporlo nel congelatore, prima però dev’essere sbollentato per circa 5 minuti. Ma ricordate che più gli ortaggi e la verdura, rimangono “al freddo”, più le vitamine ed i sali minerali diminuiscono e perdono di qualità.

Il cavolfiore, è un ortaggio dalle incredibili proprietà, poco calorico, è fonte di vitamina C e B9, ricco di fibre ed antiossidanti, di provitamina A e di magnesio!! Inoltre contiene molto calcio (quello “buono” quindi più facilmente assimilabile). È stato ormai dimostrato che quest’ortaggio possiede notevoli proprietà nella prevenzione di alcuni tumori, inoltre altri studi hanno affermato che l’assunzione di broccoli, grazie al sulforafano contenuto, coadiuva ad invecchiare meglio.

Da gustare cotto o crudo il broccolo è sempre buono, crudo, chiamato il “couscous dei crudisti” è di consistenza croccante, “robusta” e dura al tatto, invece cucinato può assumere tonalità delicate o anche forti grazie ai condimenti con cui è associato, un ortaggio davvero versatile e di facile preparazione, si può gustare in diversi modi: si può aggiungere alle insalate, oppure si può condire con una vinaigrette o con del semplice olio e limone, si possono fare minestre, zuppe e passati, oppure si può soffriggere, riducendolo in poltiglia condito con una noce di burro, o con aglio e peperoncino. Oppure si può cucinare uno squisito broccolo rimanendo fedeli alla tradizione siciliana, anzi palermitana, preparando una buonissima “pasta chi vruoccoli arriminati” (ma senza le acciughe!!), ricetta famosissima in tutta la città, che però ha le sue radici nella cultura contadina: le donne preparavano questa pietanza il pomeriggio, bollivano la pasta, ovviamente un tipo di pasta di lunga cottura e la “scendevano” ancora cruda e la univano al condimento caldissimo­, subito dopo avviluppavano la zuppiera in coccio in una pesante coperta e la facevano “addimurare”, così, quando gli uomini tornavano stanchi dalla campagna al calar del sole, rientrando, trovavano questa meravigliosa preparazione, tiepida e cotta al punto giusto! (Ricetta della “pasta chi vruoccoli arrriminati” de la Palermo Vegetariana qui: http://www.palermovegetariana.it/2011/02/18/pasta-con-i-broccoli-in-tegame-del-monsu/)  Insomma, un magnifico ortaggio per delle ottime preparazioni, cos’aspettate? Andate a comprarlo!

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