Vegetariani, perché?


Quella del vegetarismo viene interpretata da tanti come una scelta “ideologica” o “estremista”: niente affatto. Ci sono tanti motivi, reali e concreti, per escludere la carne (e magari, come nel caso della specifica scelta vegan, anche i derivati animali come latte, uova e miele) dalla propria dieta.

La maggior parte delle persone diventano vegetariane semplicemente per rispetto nei confronti della vita degli animali. Gli animali sono esseri senzienti, capaci di provare sensazioni, emozioni, sentimenti, come ben sa chi ospita in casa un cane o un gatto. In tal senso una mucca o un maiale non sono affatto diversi: hanno lo stesso diritto alla vita e alla libertà. La stragrande maggioranza degli allevamenti nel mondo sono “intensivi”: al loro interno gli animali sono costretti a vivere incatenati o chiusi in gabbie sovraffollate, senza la minima libertà di movimento e impediti nella pratica di qualsiasi istinto. Sono sottoposti a continue terapie antibiotiche ed ormonali, ad illuminazione ininterrotta e a un’aria satura di anidride carbonica, idrogeno solforato, vapori ammoniacali e povera d’ossigeno. Esistono gli allevamenti biologici, è vero: ma non c’è allevamento che non si concluda con l’uccisione prematura dell’animale, che coincida con la “maturità” della sua carne o con la diminuzione fisiologica della produzione di latte o uova.

La scelta vegetariana è anche una scelta ecologica: negli allevamenti intensivi, per massimizzare il profitto, gli animali vengono fatti riprodurre in modo indiscriminato. Questo comporta ogni anno la distruzione di migliaia di ettari di foresta pluviale, per far spazio a nuovi pascoli o a nuovi terreni da coltivare a foraggio. E non soltanto: un recente rapporto del Worldwatch Institute qualifica l’allevamento come uno dei processi industriali più inquinanti, tale da produrre il 51% delle emissioni di gas serra dovute ad attività umane.

Non tutti sanno, inoltre, che l’abbandono della carne (e possibilmente dei derivati animali) è un efficace strumento per combattere l’annoso problema della fame nel mondo. Per ogni kg di carne che si ricava da un animale, lo stesso animale deve mangiare mediamente 15 kg di vegetali, appositamente coltivati. Se questi vegetali venissero invece utilizzati per l’alimentazione umana, sfamerebbero l’intero pianeta.

La scelta vegetariana è assolutamente praticabile. Non soltanto, è anche una scelta salutistica. Organisimi internazionali come l’American Dietetic Association e la Dietitians of Canada affermano infatti che una dieta vegetariana ben bilanciata, anche nella variante vegan, è nutrizionalmente completa e adatta a ogni ciclo vitale, e inoltre aiuta a prevenire l’insorgere di molti tipi di patologie, tra cui tumori, malattie cardiovascolari, ipertensione, diabete, osteoporosi.

Per maggiori informazioni sul tema, consigliamo la lettura dei siti Sai cosa mangi? e della Società Scientifica di Nutrizione Vegetariana, redatti da esperti e nutrizionisti.